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VIAGGIO

Premiato il miglior museo d’Europa

Ad Aarhus, in Danimarca, un museo che sembra una città ha vinto l’European Museum of the Year Award 2026. Un premio che sottolinea come l’istituzione abbia saputo trasformare la storia in un’esperienza viva, capace di parlare anche del nostro presente

DI FRANCESCA MASOTTI

30 September 2026

E se il museo più bello d’Europa non fosse quello con i capolavori più celebri, le collezioni più preziose o l’architettura più spettacolare? Se fosse, invece, un luogo nel quale la storia smette di essere qualcosa da osservare e diventa un’esperienza da vivere? Per scoprirlo bisogna andare ad Aarhus, in Danimarca, e perdersi tra le strade di Den Gamle By, letteralmente la città vecchia: un museo all’aperto talmente realistico da dare l’impressione, per qualche ora, di essere entrati in una macchina del tempo.

Dentro Den Gamle By, la città-museo di Aarhus

Non è una semplice ricostruzione di un borgo antico e non è nemmeno un parco tematico. Den Gamle By è una città-museo composta da edifici storici provenienti da diverse parti della Danimarca, ricostruiti e inseriti in un percorso che permette di attraversare circa due secoli di vita quotidiana danese. Si passa dalle case a graticcio e dalle botteghe della seconda metà dell’Ottocento alle strade della città moderna, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il museo ripercorre il passato che non viene trattato come un momento storico concluso e lontano, ma come un filo continuo che arriva fino a noi. Il risultato è un’esperienza decisamente diversa da quella del museo tradizionale. Si cammina lungo strade acciottolate, si entra nelle abitazioni, nelle botteghe e nei negozi, si incontrano persone che interpretano mestieri e personaggi di epoche diverse. Ci sono artigiani, commercianti, famiglie, cucine, oggetti, insegne e profumi che contribuiscono a ricostruire non soltanto l’aspetto di un’epoca, ma la sua atmosfera.

Perché Den Gamle By è il museo europeo dell’anno 2026

È questa capacità di rendere fisico e quotidiano il passato ad aver conquistato la giuria dell’European Museum of the Year Award 2026, il più importante riconoscimento europeo dedicato ai musei. Il premio è stato assegnato a Den Gamle By il 13 giugno a Bilbao, dopo una selezione che comprendeva ben 35 musei europei. Tra i candidati c’erano istituzioni molto diverse e altrettanto interessanti, dal CERN Science Gateway al Samurai Museum di Berlino al Museum St. John’s Hospital di Bruges, dal MUDE – Design Museum di Lisbona fino al National Museum of Resistance and Human Rights in Lussemburgo. La giuria ha però premiato il Den Gamle By per aver ridefinito il concetto di museo all’aperto, trasformandolo in un luogo capace di affrontare questioni estremamente attuali: identità, migrazione, inclusione, uguaglianza, sostenibilità e cambiamenti sociali. Il museo non racconta soltanto come vivevano i danesi centinaia di anni fa, ma usa quella storia per farci riflettere su come viviamo oggi.

Un museo tra sostenibilità, biodiversità e vita quotidiana

Anche il tema della sostenibilità è parte integrante di questo dialogo tra passato e presente. Il museo conserva varietà storiche di piante, propone attività legate al giardinaggio, alla riparazione degli abiti e degli edifici e collabora con la comunità locale su progetti dedicati alla biodiversità e al verde urbano. In un’epoca in cui i musei sono chiamati sempre più spesso a trovare nuovi modi per coinvolgere il pubblico, Den Gamle By non ha scelto la strada dello spettacolo, ma dell’immersione. Non chiede semplicemente di guardare, invita a entrare, camminare, curiosare, ascoltare. È un luogo dove per qualche ora si ha la sensazione di trasformarsi da visitatori in abitanti temporanei di un’altra epoca.

Quando anche il nostro presente diventa storia

Il passaggio più sorprendente è forse quello che conduce al 1974 e poi al 2014. In quest’ultima ambientazione si entra nella Danimarca contemporanea, con abitazioni, negozi e storie che raccontano una società molto più vicina alla nostra. Den Gamle By dimostra che anche ciò che oggi consideriamo abituale, tra qualche decennio, potrà diventare materiale per raccontare la storia. Invece di guardare il passato con la distanza rassicurante di chi sa già come sono andate le cose, durante la visita ci si ritrova a chiedersi come sarà giudicata la nostra epoca. Le case in cui viviamo, gli oggetti che utilizziamo, il modo in cui lavoriamo, consumiamo, costruiamo le nostre famiglie e ci rapportiamo agli altri. Tutto, un giorno, sarà storia.

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