Più che una tendenza dominante, da Pitti Uomo emerge una domanda: quale forma dovrebbe assumere oggi l'eleganza maschile? Le risposte passano attraverso tessuti leggeri, volumi rilassati, funzionalità e un approccio sempre più consapevole a un guardaroba che assecondi lo stile individuale
DI GIULIANO DEIDDA
16 June 2026
C'è un dettaglio che accomuna molte delle collezioni primavera estate 2027, presenti alla nuova edizione si Pitti Uomo, nessuna sembra voler alzare la voce. In una ennesima stagione attraversata da incertezze economiche e consumi sempre più selettivi, il menswear continua a parlare sottovoce, puntando su materiali, costruzione e qualità più che sull'effetto immediato. Questa direzione emerge con chiarezza tra gli stand della Fortezza da Basso e pone una domanda: siamo ancora di fronte a una semplice fase di assestamento o è davvero il consolidamento di una nuova idea di eleganza maschile?
La giacca continua a occupare un ruolo centrale nel guardaroba, grazie a costruzioni destrutturate, tessuti performanti, jersey evoluti, lini lavati e volumi morbidi che definiscono la contemporanea eleganza urbana. Parallelamente cresce il desiderio di praticità, con capi pensati per accompagnare viaggio, movimento e quotidianità senza rinunciare all’estetica.
Questa ricerca di leggerezza attraversa trasversalmente molte delle collezioni presentate a Firenze, pur declinandosi secondo sensibilità differenti nei diversi segmenti. L’interpretazione di Alessandro Gherardi, per esempio, è ovviamente focalizzata sulla camicia. Cotoni leggeri, lini resort, denim raffinati e una palette ispirata alla luce mediterranea costruiscono per il brand una proposta che mette al centro ricerca materica e naturalezza.

Berwich sviluppa invece il tema del tempo, attraverso una collezione che punta su tessuti nobili e silhouette rinnovate. Lini, fresco lana, bamboo e blend pregiati costruiscono pantaloni dalle proporzioni rilassate ma precise, pensati per una quotidianità dinamica.

Il Mediterraneo è protagonista anche nella proposta di Bugatti, che guarda a Forte dei Marmi per costruire un immaginario fatto di leggerezza, fluidità e materiali naturali. Blazer e completi si ammorbidiscono, grazie all’utilizzo di fibre innovative e texture tridimensionali, che aggiungono profondità alla collezione.

Sul fronte delle calzature, Antica Cuoieria rinnova i grandi classici maschili, dai mocassini college alle monk strap, passando per le derby, tutte reinterpretate attraverso lavorazioni artigianali e materiali sofisticati.

Doucal’s prosegue invece il proprio percorso all’insegna della leggerezza con le nuove Stresa, mocassini sfoderato che sintetizzano comfort, costruzione artigianale e flessibilità.

Tra le proposte più evocative spicca Avant Toi, che traduce il fascino delle antiche Vie del Sale in superfici materiche, lavorazioni manuali e tonalità che richiamano la macchia mediterranea, mettendo al centro il valore del gesto artigianale e dell’imperfezione.

L’outerwear resta uno dei territori più interessanti della manifestazione. L’Impermeabile guarda con nostalgia all’Italia del boom economico e ai paesaggi de Il Sorpasso per reinterpretare trench, car coat e impermeabili attraverso tessuti tecnici, lane leggere e preziose mischie di lino.

Infine Woolrich e People of Shibuya cavalcano la trasformazione dell’outdoor contemporaneo. La performance lascia spazio a un approccio più lifestyle, dove lino, cotone, pattern countryside e volumi rilassati raccontano un rapporto più spontaneo il tempo libero.

Viene spontaneo chiedersi se queste collezioni rappresentino soltanto una risposta al contesto attuale o l'inizio di una trasformazione più profonda. Intanto, da Firenze arriva il segnale di una moda maschile che sembra voler rallentare per ritrovare una direzione più consapevole.