Cosa accade prima che un'idea diventi un abito? È a questo spazio invisibile, fatto di ricerca, intuizioni e sperimentazione, che guarda Substructure, la mostra con cui IED ha portato a Dover Street Market Paris una riflessione sul processo creativo, mostrando ciò che resta dietro le quinte
DI REDAZIONE CLUB MILANO
21 July 2026
C'è un momento che raramente è raccontato, quello in cui un'idea è ancora informe, un mix di immagini appuntate, intuizioni, tentativi, errori e ripensamenti. Questo territorio invisibile, alle origini di un capo d’abbigliamento, potrebbe rivelare cosa significhi progettare moda oggi. È da questa riflessione che nasce Substructure – Inside the Creative Architecture of Fashion, la prima mostra organizzata da IED a Parigi, ospitata negli spazi di Dover Street Market Paris durante lo scorso weekend.
Non è un caso che la sede scelta sia il concept store fondato da Rei Kawakubo, luogo in cui moda, arte e sperimentazione convivono senza gerarchie. Né è casuale che l'esposizione trovi spazio al piano interrato dell'edificio. Scendere al livello -2 significa compiere un percorso quasi simbolico: abbandonare la superficie dell'abito per entrare nelle sue fondamenta, là dove il progetto prende forma molto prima di trasformarsi in collezione.
Curata da Umberto Sannino, Head of Fashion School IED Milano, insieme a Serena Toffetti, visual e creative researcher, art director e docente IED, Substructure evita qualsiasi racconto celebrativo del prodotto finale, mettendo al centro il processo creativo nella sua dimensione più autentica. Reference, moodboard, schizzi, tele di prova, fotografie, materiali di ricerca e frammenti di pensiero compongono una sorta di archivio in movimento che restituisce tutta la complessità del fare progettuale.

Lo spazio, volutamente essenziale e immerso nella penombra, è attraversato dalle proiezioni di centinaia di composizioni visive provenienti dai research book di studenti e alumni di IED Milano, accompagnate da un tessuto sonoro originale realizzato dagli studenti del corso di Sound Design. Accanto alle immagini emergono telai da prova e silhouette sospese, abiti allo stato embrionale che raccontano il momento in cui intuizione, tecnica e sperimentazione iniziano lentamente a convergere verso una forma definitiva.
L'abito diventa un pretesto per riflettere sul valore della ricerca, dell'errore e del dubbio come strumenti di costruzione creativa. Quest’approccio coincide con il metodo didattico di IED, fondato sull'idea che la formazione non possa limitarsi all'apprendimento di competenze tecniche, ma debba sviluppare uno sguardo critico capace di trasformare intuizioni e riferimenti culturali in linguaggi personali.
L'iniziativa assume inoltre un valore strategico per l'istituto, che sceglie una delle capitali internazionali della moda per raccontare la propria visione della formazione creativa. Grazie alla visionaria direzione creativa di Umberto Sannino e al contributo di decine di studenti e alumni, Substructure dimostra così come la moda possa essere raccontata anche attraverso ciò che non si vede.